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Domande sugli effetti del Covid 19

Rispondo ad alcune domande sugli effetti del Covid 19
(da intervista Radio news 24)

Ansia, stress, attacchi di panico e insonnia sono tutte possibili conseguenze del periodo complesso che stiamo vivendo: nel suo lavoro quotidiano ha registrato un aumento di queste problematiche?

Premetto che queste difficoltà sono in generale aumentate nella nostra difficile quotidianità e società. Ansia, stress, attacchi di panico, sono la risposta delle persone a percorsi di instabilità, di insicurezza, di mancanza di sostegno nelle figure che ci affiancano e sempre più sono aspetti che riguardano ahimè i giovani che si scontrano con una famiglia, una scuola, una società in generale che fa fatica ad accogliere e sostenere e che causa fragilità e quindi manifestazioni sintomatiche di questo tipo.

Certamente l'anomala situazione che ci siamo trovati a vivere nei mesi scorsi e che ancora, soprattutto in queste ultime settimane, pervade le nostre giornate, ha incrementato non solo quantitativamente le persone che soffrono di questi disturbi, ma anche qualitativamente, accentuandone la sintomatologia, con reazioni a volte estremamente esagerate. Non c'è bisogno dell'esperto che lo spiega, ma è facilmente comprensibile il perchè sia accaduto. Qualcosa di assolutamente imprevedibile e inaspettato è arrivato improvvisamente a sconvolgere le nostre vite e le nostre abitudini, minacciandoci di morte. E' chiaro che chi già era insicuro e fragile ha intensificato le sue reazioni sintomatiche di fronte all'incertezza del presente e del futuro, ma anche chi prima non ne soffriva ha cominciato a sperimentare alcuni di questi aspetti.

Ci sono stati però due elementi diciamo così positivi in tutto ciò: il primo è stato che chi già soffriva di ansia o attacchi di panico ha visto diminuire la sintomatologia durante il periodo di lockdown, e questo perchè la chiusura nella propria abitazione eliminando alcuni stressors ha dato una sensazione di protezione, ma questo è puramente effimero, nel senso che ha diminuito il sintomo ma non ne ha curato la causa; l'aspetto invece veramente significativo è stato che spesso questa situazione estrema ha convinto persone che soffrivano di vari disturbi a farsi aiutare, diciamo è stato un po' come l'elemento di svolta per il cambiamento di una condizione di sofferenza precedente. E questo è stato rilevato proprio attraverso l'aumento delle richieste di aiuto e quindi di sostegno psicologico.

Discorso a parte che non tratterei in questa sede sono i disturbi psicologici conseguenti all'aver vissuto il trauma della malattia: si parla in questo caso di veri e propri disturbi post traumatici da Covid 19 che richiedono interventi specialistici di diverso tipo.

Ha notato un accentuarsi di tali problematiche nelle famiglie con persone che hanno un decadimento cognitivo in corso?

Sicuramente diverso è stato l'impatto del lockdown per le famiglie che hanno in casa un soggetto con decadimento cognitivo, come un anziano con malattia di Alzheimer, che con molta difficoltà poteva comprendere l'accaduto. La  chiusura in casa prolungata ha sicuramente causato un peggioramento della malattia ma anche della sintomatologia comportamentale associata (agitazione, nervosismo, rabbia...) e anche un peggioramento del movimento. Sono stati mesi difficilissimi per i familiari, magari già provati da anni di malattia del proprio caro, e alle difficoltà materiali si è sommato l'isolamento sociale e la solitudine causata dal virus e dal distanziamento sociale.
Anche in questo caso quindi un peggioramento per i familiari di situazioni di ansia e soprattutto di depressione.

Ci sono dei consigli pratici che possiamo dare per la gestione dello stress?

Il consiglio che posso dare è motivazionale perchè è possibile imparare a gestire e a contenere i sintomi causati da ansia, attacchi di panico, insonnia.... E' possibile farlo se vi è la spinta motivazionale ed il giusto supporto, sia del contesto di vita che professionale, ma prima di tutto occorre desiderare di migliorare la propria qualità della vita. E vi assicuro che è sempre possibile farlo, qualunque cosa ci sia capitata. Io dico sempre ai miei pazienti che bisogna puntare sull'oggi, ieri è passato e non possiamo più modificarlo e domani non sapremo cosa potrà accaderci, quindi l'importante è lavorare sull'oggi e sul più vicino futuro.

In generale può essere importante un lavoro sulle emozioni fatto insieme un professionista?

Quando l'aspetto emotivo prende il sopravvento nella capacità di gestire i propri vissuti l'unica strada possibile è quella di farsi aiutare da una persona esperta con cui fare un percorso assieme. E' importante sentire di avere accanto a sé qualcuno che ci sostiene e ci accompagna, in un'autentica relazione di fiducia e affidamento.

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Dott.ssa Katia Stoico
P.I. 03668320967

Ordine degli Psicologi della Lombardia n. 6996
Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità

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