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Riprendiamo a vivere...

Parlando al telefono con i nostri amici e parenti, la frase che ci ripetiamo è “non vedo l’ora che tutto torni alla normalità”.

Forse è vero, forse è il modo che abbiamo per affrontare l’oggi aspettando il domani, forse ce ne vogliamo convincere...In ogni caso se riflettiamo attentamente su questa semplice frase non possiamo non rilevarne gli aspetti emotivi, poche parole che hanno un forte impatto emotivo. Vediamoli insieme.

Sono assolutamente convinta che all’immenso desiderio di tornare a fare la vita di prima si affianchino sentimenti ambivalenti: prima di tutto la domanda che ci poniamo è quando, a seguire come e  per ultimo con quali vissuti? Predominano l’ansia per l’incertezza e la paura di cosa dovremo fare in concreto nel quotidiano e degli impatti a lungo termine.

Andiamo con gradi.

Alla domanda quando nessuno sa ancora rispondere, ma siamo sicuramente proiettati su una ripresa a breve perché l’economia e la necessità delle persone di guadagnare per vivere sono impellenti e perché abbiamo compreso che dovremo convivere a lungo con questo virus come abbiamo imparato a convivere con altri rischi. E allora il 4 maggio è una data probabile: forse in Lombardia, la regione più colpita, la ripresa non sarà la stessa che nel resto d’Italia, ma sicuramente inizierà tra pochi giorni.

Ipotizziamo che la ripresa avvenga il 4 maggio: chiaramente non riprenderemo completamente le attività antecedenti questa pandemia, potremo riprendere a muoverci, forse a lavorare, ma le limitazioni e le precauzioni saranno fondamentali.

E qui scatta l’aspetto del come: la “distanza sociale”, i “dispositivi di protezione”, le “norme igieniche” entreranno a far parte della nostra quotidianità, forse abbiamo già cominciato ad abituarci, useremo queste strategie in ogni nostro movimento esterno e contatto con le persone. Ci sembra quasi impossibile poter convivere con questi limiti, noi italiani abituati agli scambi fisici, alla vicinanza, alla libertà. E ciò potrebbe comportare un vissuto di ansia e paura: Sarò capace di rispettare tali disposizioni? Sarò in grado di difendermi dal virus? Avrò timore di incontrare le altre persone? Sarò sospettoso quando mi troverò accanto un estraneo? Potrò lavorare in queste condizioni?

Vi posso assicurare che ci abitueremo facilmente, abbiamo troppa voglia di riprenderci la nostra vita per essere limitati da questi timori e l’essere umano ha grandi capacità di adattamento e cambiamento. Tempo qualche settimana e per noi sarà “normale” comportarci in quella maniera. Saremo più attenti e responsabili di prima: potrebbe essere un modo questo per avere consapevolezza dei nostri comportamenti, aspetto che nella nostra vita frenetica antecedente avevamo sicuramente perso di vista. Pensateci bene: in queste settimane abbiamo ripreso in mano il nostro tempo e la consapevolezza dei nostri comportamenti e vissuti, positivi o negativi, abbiamo fatto delle analisi e forse dei bilanci, ci è stata “offerta” la possibilità di ripensare a noi stessi. Non lo avremmo fatto in tempi normali, sono riflessioni che facciamo quando accade qualcosa di molto significativo nella nostra vita personale. In questo caso, milioni di persone lo hanno potuto fare contemporaneamente, non ci è mai accaduto e da tutto ciò potrebbero nascere aspetti di miglioramento non solo individuale ma comunitario. Avete visto come rapidamente sono cambiate le nostre priorità e i nostri valori? Improvvisamente abbiamo rinunciato ad un sacco di cose che prima erano fondamentali per alcuni di noi e riempivano le nostre giornate: lo shopping, i ristoranti, i divertimenti, il gossip e le banalità... Per contro abbiamo acquisito compostezza, tenacia, pazienza, speranza, rispetto.

Non temete se proverete vissuti di ansia, insicurezza, paura, direi che sono assolutamente “sani” in questo momento e ci accompagneranno nelle fasi successive. Accogliamoli, riflettiamoci, proviamo a trovare meccanismi compensatori e se non riusciamo a farlo da soli facciamoci aiutare da esperti che ci possono accompagnare in questo percorso di ridefinizione.

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Dott.ssa Katia Stoico
P.I. 03668320967

Ordine degli Psicologi della Lombardia n. 6996
Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità

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